Tra storia e religione - Sarcidano e Barbagia di Seulo - Essenza di Sardegna
Viaggio

Tra storia e religione


Chiara e Simone
Quella che vi racconto è la storia di un viaggio che mi piace definire "lento" affrontato per il piacere di scoprire luoghi nuovi e suggestivi, senza farsi rincorrere dalla fretta né dall’ansia di dover vedere sempre qualcosa in più. È il viaggio in cui l’anima finalmente trova pace e riposa, cullata dagli ampi spazi di questo territorio meraviglioso. E si nutre, assaporandone la cultura, la storia e la bellezza.
Orroli, Serri, Mandas, Escolca
Viaggio - Foto taccuino Orroli nuraghe

Orroli, Nuraghe Arrubiu il gigante rosso


Lo chiamano il Gigante Rosso e Dio solo sa quanto poteva essere grande e imponente. Massi ciclopici accatastati uno sull’altro che stanno insieme solo per gravità, senza malta o qualsiasi altro tipo di legante.
Questo Nuraghe è qui da più di tremila anni. Quanto sono lunghi tremila anni? Quante volte il sole è sorto e tramontato? Quante volte il vento ha soffiato, urlando al cielo la propria forza, incanalandosi tra queste pietre. Quali mani hanno sollevato questi massi? Ci aggiriamo tra i suoi corridoi, contorti e bui, come ladri che hanno timore di fare troppo rumore.
Chi siamo noi, oggi, per violare queste mura? Ci aggiriamo da una torre all’altra come fantasmi del tempo presente. E se fossimo proprio noi le misteriose presenze che quelle antiche genti percepivano come ombre furtive nelle lunghe notti di un tempo che non c'è più.
Viaggio grotta Sarcidano e Barbagia di Seulo
Serri
Serri

Serri e il Santuario Nuragico di Santa Vittoria


Siamo a Serri, per immergerci nella quotidianità di un pomeriggio estivo. Il paese a quest’ora è deserto, le persone fuggono il caldo nell'ombra fresca delle case. Visitiamo l’antica chiesa dedicata a San Basilio Magno. Per incanto, uscendo sulla piazza, incontriamo due giovani con l'abito tradizionale sardo. Sono bellissimi, eleganti e senza tempo. Ci raccontano la loro vita, ci mostrano i loro luoghi del cuore e ci confessano le loro segrete ambizioni, cose semplici da ragazzi che ancora guardano il mondo con occhi disincantati. Ci salutiamo e ci lasciamo con un sorriso.
Siamo sulla sommità della Giara, sotto di noi la vasta pianura del Sarcidano e Serri che anch'esso sembra riposare sereno nella calura estiva. E poi campi, colline, case sparse e i profili di monti lontani che sembrano prendere vita attraverso il filtro dell’aria tremula di questo pomeriggio infuocato.
Qui siamo soli ma la quiete è solo apparente, il frinire incessante di mille cicale è assordante e ipnotico. Un falco solitario vola alto descrivendo ampi cerchi. Le antiche pietre, arroventate dal sole, emanavano un calore vivo, capace di richiamare misteriosi riti di misteriose genti.
Mano nella mano, camminiamo tra ricordi di capanne e reminiscenze di pratiche quotidiane. Respirando l’aria calda e leggera percepiamo l’eco di riti arcaici; sono all’interno del pozzo sacro, sacerdotessa di un rito pagano, Dea madre che nell’ombra trova sollievo dalla calura estiva.
Mano nella mano, camminiamo tra ricordi di capanne e reminiscenze di pratiche quotidiane. Mi pare di sentire voci lontane, gioiose. Forse dei bimbi che giocano a rincorrersi. Ecco il latrare di un cane, il fruscio di ali di un uccello che fa capolino da un cespuglio e fugge cercando il vuoto. Cerco e trovo un abbraccio che riassume la mia idea di felicità.

Mandas, relax nel Convento di San Francesco


Eccoci a Mandas, qui cerchiamo e troviamo la pace in quello che fu il convento di San Francesco. Qui nel 1610, su invito del Duca di Mandas, arrivarono i frati francescani.
Poi, col passare del tempo, nei secoli successivi, i frati andarono via e al loro posto arrivarono le suore devote a Santa Lucia. Chissà quanta fede, quanta speranza, quanto amore è giunto a Dio attraverso le preghiere di questi uomini e di queste donne devote.
Eccoci qui a percorrere il lungo chiostro che riprende lo stile tipico delle architetture gotico-catalane, al riparo dal sole e protetta da un’energia che mi accoglie, mi sembra di percepire questa presenza benigna che cura e rasserena l’anima.
Nel parco di fronte a me gli oleandri carichi di fiori incorniciano una giornata dedicata al benessere spirituale in un trionfo di bellezza. Immagino di essere un falco e guardare dall'alto questo luogo di suggestiva bellezza. Sento l'aria sul viso e un'inebriante sensazione di libertà. Ritorno a essere me stessa, ora è il momento di dedicarci a noi, ai nostri sogni, alle nostre aspettative. È anche il momento di condividerle e aprire il cuore l'una all'altro.

Escolca, il villaggio fantasma di San Simone


Arriviamo al villaggio che è ormai sera, l’ultima tappa di un viaggio che ci ha regalato emozioni difficili da dimenticare. Il villaggio è composto da poche decine di abitazioni disabitate ma le stradine, ora di pietra ora sterrate, rivelano il passaggio delle greggi che si recano ai pascoli.
Il villaggio è circondato da campi di grano, un mare dorato che ondeggia al vento di maestrale che raffresca l’aria. Un tempo, in pieno medioevo, qui una comunità operosa, che immagino unita e felice, vide la vita stravolta dalla pestilenza e dalla carestia. Chi si salvò, ognuno col proprio bagaglio di lutti e sofferenze, dovette abbandonare le proprie case e le proprie terre e trasferirsi lontano alla ricerca di un luogo dove ricominciare a vivere.
Per noi è arrivato il momento di partire. Sarà il riflesso del sole, ora basso sull’orizzonte, ma giurerei di aver visto una figura diafana salutarmi con un sorriso e sparire tra le pietre di questo luogo magico.
Villaggio di San Simone
Tour: tra storia e religione

Info

Corso Vittorio Emanuele, 125  09056 Isili (CA)

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